rosso, arancione,
giallo, verde, azzuro,
e indaco e violetto
tutti saltano nel cielo
dopo una pioggia
con il sole
stano brillando
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July 19, 2008 • 2:51 pm 2
rosso, arancione,
giallo, verde, azzuro,
e indaco e violetto
tutti saltano nel cielo
dopo una pioggia
con il sole
stano brillando
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June 24, 2008 • 1:05 am 0
Ieri su un gruppo aNobii ho “post” questo mio haiku. L’ho scritto dopo che ho guardato un video clip di NU-Day la scorsa sabato a Torino sul sito web di Repubblica. Sul aNobii scrivo in “Lei”, perche’ è quasi come un simbolo grande nella vita italiana, però poi ho pensato che sia meglio scriver la Nutella del °tu° , perche’ è la nostra °Sweety°
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June 22, 2008 • 3:13 pm 4
stasera sono stata alla festa di una mia insegnante italiana. Lei è sposata e dopo alcuni mesi traslocarà traslocherà in Tanzania. Qunado ero in treno per casa, ho ripensato l’haiku che ho letto su un gruppo aNobii che scrivono l’Haiku in italiana. Dopo la festa, anch’io penso di scriver una mia haiku, eccola:
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May 6, 2008 • 2:51 pm 7
ehi, come mi piace questo film pubblicitario di un corso d’inglese su La Repubblica. Che divertente!
Welcome to English – campagna TV http://ed.espresso.repubblica.it/inglese/campagna.html
Mi piace quando il ragazzo diceva ” the cat is on the chair” poi “the bookke is on the table” e “the dog is black”. La sua espressione è carina. Ma davvero che in Italia esisteva una era di imparare l’inglese con queste frase?
In realtà, nel mio paese c’era anche una era simile, in cui tutti imparavano l’inglese al primo anno di scuola media dopo sei anni di scuola elementare. Nella prima unita, tutti erano cominciato con “This is a book. That is a pencil. This is a door…” Però, dopo 6-10 anni di studiare, non c’era tanta gente sa parlare la lingua inglese. Perche’ in quel periodo la studiavamo solo per dare l’esame, ma non per usare. Poi cambiano il metodo di insegnare e imparare, oggi ci sono tanti ragazzi parlano bene l’inglese. Ed è finita l’era di “This is a book. That is a pencil” per noi.
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May 2, 2008 • 2:53 pm 5
Ehehehe…oggi provo a tradurre una poesia cinese di quasi 3000 anni fa. E` una delle 305 poesie di Shi Jing, il Libro delle Odi della Cina antica. Shi Jing è la prima raccolta esistente di poesia cinese, alcune di queste poesie scritte presumibilmente nel 1000 a.C.
Era due giorni fa mentre sfogliavo un nuovo libro in una libreria a Taipei, il quale è un libro che comprende il 160 canti popolari da di una parte di Shi Jing, il Guo Feng “Arie degli Stati”, ho letto questa poesia(o canto) sul ratto. Mi sono è parso che è molto divertente questo canto e ho pensato che sia un umorismo di questi antichi. Poi l’ho letto in profondità e ho scoperto che non è molto divertente il canto, perche’ il grande brutto ratto che mangiava il grano, il mais e che non aveva mai pensato la vita della gente che gli aveva allevato per anni è infatti un simbolo, un simbolo che usato a ironizzare su chi opprimere e sfruttare i poveri.
Mi piace la lingua italiana che c’è l’alterazione, così il grande brutto ratto si può scrivere come rattaccio o rattone, ma non sono sicura molto, perche’ l’alterazione non è facile come penso. Pero’ mi pare che in questo caso il rattaccio sembra “meglio” che il rattone.
Questo rattaccio è un canto dello stato di Wei dal Guo Feng di Shi Jing.
Eccolo, un antico rattaccio:
Il Rattaccio (mio eserzicio di traduzione)
Rattaccio! rattaccio! Non mangiare le mie spighe di mais!
Per tanti anni ti ho allevato, ma tu non hai mai considerato la mia vita.
Ti giuro di lasciarti! Andrò in quella terra felice.
Terra felice! Terra felice!
Alla terra felice, ci sarà una bel luogo per me.
Rattaccio! rattaccio! Non mangiare le mie piante di grano!
Per tanti anni ti ho allevato, ma tu non m’hai mai ringraziato.
Ti giuro di lasciarti! Andrò a quel paese felice.
Paese felice! Paese felice!
Nel paese felice possederò cosa avrò guadagnato.
Rattaccio! rattaccio! Non mangiare le mie piantine in semenzaio!
Per tanti anni ti ho allevato, ma tu non m’hai mai salutato.
Ti giuro di lasciarti! Andrò a quel campo felice.
Campo felice! Campo felice!
Nel campo felice nessuno gemerà e sospirerà più.
L’origine cinese
硕鼠 shuo shu(詩經/國風/魏風)
硕鼠,硕鼠,无食我黍。
三岁贯汝,莫我肯顾。
逝将去汝,适彼乐土。
乐土乐土,爰得我所。
硕鼠,硕鼠,无食我麦。
三岁贯汝,莫我肯德。
逝将去汝,适彼乐国。
乐国乐国,爰得我直。
硕鼠,硕鼠,无食我苗。
三岁贯汝,莫我肯劳。
逝将去汝,适彼乐郊。
乐郊乐郊,谁之永号。
in questo sito web si puo ascoltare un bambino cinese che lo legge
中華少兒古詩歌曲集160首www.gushi160.com, nella pagina fai cliccare il “songdu”
si puo anche leggere il versione inglese su “Chinese Text Project“
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March 2, 2008 • 2:11 pm 4
Bbe’ , ho già imparato il congiuntivo trapassato e alcuni forma ipotetica settimana scorsa. Ora ne proviamo un po’.
Per fare gli ipotesi impossibile:
Se avessi saputo che la lingua italiana è così interessante, avrei imparato più presto e non avrei mai smesso.
Ho sentito alcuni studenti dicono che se avessero saputo che l’italiano è così difficile, non lo avrebbero mai imparato.
Se io non lo avessi conosciuto allora, ora sarei stata più felice. (che peccato, scrivo così perche’ mi fa venire al mente il mio ex ragazzo)
Poi degli usi del congiuntivo:
Qualche decennio fa tanti taiwanesi pensavano che tutti gli stranieri fossero americani.
Non avendo trovato nessun libro italiano nella mia città, ho deciso a comprarne dalla libreria internet.
Avendo studiato molto, ora ho la capacità di leggere alcuni libri italiani.
Dopo aver smesso la lezione italiana per bel 5 anni, l’ho ripreso tre anni fa.
Dopo aver visto una reportage su quell’ospedale, ho saputo che nel sud c’è tanta gente che ha bisogno di aiutare.
Inssommma, se vincessi il lotto, andrei in Italia studiare la lingua e comprare tanti libri.
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October 25, 2007 • 2:33 pm 0
Ho pensato di prendere l’esame d’italiano il CILS per mesi, però non sono sicura perchè prenderlo. La lingua italiana a me è solo uno dei piaceri, non la impalare per lavoro neanche per la scuola, quindi prendere l’esame o no, non è niente urgente a me.
Il secondo esame di CILS di quest’anno si farà alla prima domenica prossimo dicembre, e la chiusura d’iscrizione e`domani. Tutto lo so proprio sta pomeriggio grazie ad una visita per caso al sito web di un’università a Taiwan che ha un unico dipartimento di lingua e lettura italiana della’isola.
Ora sono in dilemma. Anche se questo esame non è essenziale a me, prendere l’esame e sapere come fosse la mia competenza italiana è una cosa che ho tenuto conto dallo scorso anno. Ma la tassa d’esame è un po’ caro ─ euro90 per livello Uno-B1(vorrei lo prendo di questo livello), euro105 per Due-B2. Per livello-A1 e A2 costano meno, solo euro 40; per Livello CILS Tre-C1 è euro 135 e Livello CILS Quattro-C2 euro160 (ringrazio a dio che il mio italiano non costa molto
)
Euro 90, con questi soldi si può comprare dei libri, ma se non passassi l’esame…non sono sicura quale sia il problema d’italiano che lo avrei, prendo l’esame forse un modo più facile a saperlo, perchè qui a Taiwan, se non prendo il corso della lingua, non c’è niente occasione di parlare questa lingua, anche se io leggo dei libri italiani quasi ogni giorno, non so come sia la mia competenza…
Eh…domani, non so, forse sì , forse no, vado all’università e iscrivere all’esame.
26 ottobre-stamattina ho deciso di lasciare l’esame quest’anno e prendere quello di B2 in giugno 2008.
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October 10, 2007 • 12:22 am 0
以前專科有幾個自己發音不好的英文老師, 老愛跟大家說外語(當然他們也只懂英語)發音不重要, 敢講出來最重要. 話是沒錯, 英文有台灣腔又怎樣, 我記得小學四年級時, 是一個山東腔很重的老師當我們級任, 給他教過一學期, 什麼南腔北調都能適應, 而且他還很有心的教我們英文呢! 閃東英問, 唉, 杯…挨釜, 雞…發音是不很重要, 不過也不能太離譜吧.
有一個已經離職的同事, 聽說家裡很有錢(他自己說的), 個子很高, 腳很大, 老愛跟人說他去義大利幾趟, 買幾雙名牌皮鞋, 因為台灣沒有他的size…煩啊!
有一次我幫他的部門設計好的東西工廠來交貨, 我跟他去倉庫點收. 逃不掉, 只好跟他聊天, 聽他說他的義大利名牌之旅, 我則跟他說我正在學義大利文. 此外就沒什麼交集. 誰知道他驗好貨物, 突然跟我說: garage.
我轉頭看外面, 哪有什麼車庫? 沒理他.
他又說: garage.
我說: 什麼garage?
然後他很不削的說: 你不是學義大利文嗎? 這麼簡單的字你都聽不懂?
我說: garage哪是義大利文啊! 那不是車庫的意思嗎? 你再說一次.
他還是一樣不可置信的說: 什麼! 這個字你都不懂! garage是 ‘謝謝’ 耶! 我去義大利天天都在說.
原來如此, 我跟他說: 哥哥, 跟我唸一次 : 個拉雌伊ㄟ, gra-zi-e, GRAZIE!
差這麼多! grazie變成garage, 發音不重要?
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August 29, 2007 • 9:24 am 0
oggi sul sito web TOZAI(c’e` il link alla destra), ho imparato un frase:
イタリア語を勉強しています。( Itaria go o benkyo- shiteimasu)
Che significa Io studio italiano.
in cinese traditione: 我在學義大利語. (wo tzai shiue yi da li yu)
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August 11, 2007 • 10:12 am 0
Non so…questo era uno dei miei compiti italiani, ma quando rileggevo questo articolo che avevo scritto tanti anni fa, non ho capito come o in quale situazione lo avevo scritto…che ci sono molte parole che ancora oggi non conosco le loro definizione. E` veramente un giallo.
Uno dei miei film preferiti è di Wim Wenders, Der Himmel über Berlin. E` una storia degli angeli a Berlino. (Der Himmel über Berlin è tedesco che significa il cielo sopra Berlino in italiano, ma in inglese è diventato Wings of Desire http://www.italway.it/spettacolo/wenders/19).html.)
Dopo la seconda guerra mondiale, la città di Berlino fu divisa in due parti con un brutto muro. Quindi, Dio era molto arrabbiato e ha lasciato questa città, pero`, c’erano alcuni degli angeli che non volevano lasciare la città e la gente. Hanno disobbedito al Dio e erano rimasti a Berlino. Percio` Dio ha ritratto il potere da tutti gli angeli di Berlino. Erano diventati angeli senza potere.
Ogni giorno giravano per le strade e guardavano la gente per dare aiuto, oppure seguivano la gente ascoltavano cose che speravano o dicevano qualcosa per confortare l’animo preoccupato. Ma, erano angeli senza potere. Un angelo senza il potere non riesce ad aiutare la gente, non sono neppure riusciti a distinguere i colori. In oltre, nessuno sentiva che gli angeli esistono, solo i bambini innocenti e la gente di buon cuore potevano vederli casualmente.
Quando riposavano, tutti gli angeli andavano insieme nella biblioteca per pensare. Ci sono due angeli li chiamavano Cassiel e Damiel. Lavoravano quasi sempre insieme. Curavano le regioni accanto. Ogni giorno nel tempo riposo, tutti e due parlano sulle cose che erano successe nelle loro regioni. Damiel era un angelo simpatico. Anche se non riusciva ad aiutare la gente, la amava e la proteggeva. Era un buon angelo custode. I bambini lo vedevano spesso, ha anche imparato un canzone da un bambino che suonava: Als das Kind Kind war….(che significa come:quando un bambino era un bambino), Cantavo sempre così. Aveva la curiosità alla vita della gente. Cassiel, invece, sente che la vita dell’angelo è pesante. Annotava quasi tutte le parole della gente, era sempre depresso perchè non si poteva aiutare nessuno. Parlava molto alla gente che era preoccupata ma nessuno lo sentiva.
Qualche volta Cassiel era molto depresso e gli veniva da piangere, ma un angelo non sa neppure piangere. Damiel, invece, voleva sentire cosa la gente sente. Desiderava essere una persona vera, per un angelo è proibito. Un’altra volta ha incontrato alcuni americani che stavano facendo un film. In credibilmente, il direttore chiamava Damiel il Compagno, perche` poteva vederlo. Anche lui era un angelo, ed ora sente che la vita umana è più interessante di quella d’angelo. Damiel era molto contento ad incontrarlo. Ogni giorno andava a guardare una ragazza che lavorava al circo, la ascoltava quando stava cantando e la accompagnava quando stava piangendo. Quando era contenta sentiva lo stesso anche Damiel. Una volta lei ha dato una rappresentazione dell’angelo, Damiel era innamorato di questa ragazza. La notte ha sognato che diventava una persona vera.
La mattina, Damiel faceva una passeggiata con Cassiel. A Cassiel ha detto che voleva essere umano perchè voleva stare con questa ragazza. Cassiel non era d’accordo, ma se ne accorgeva troppo tardi che c’erano le orme di Damiel. Perchè il suo desiderio di essere umano è proprio forte, Damiel si era già sdraiato solo in parte a terra, sotto il Muro di Berlino. Poi un fragore di metallo, c’era qualche metallo caduto dal cielo. Damiel ha aperto i suoi occhi e vedeva il mondo attorno, lo vedeva a colori. Adesso era diventato vera persona, era molto contento. Si portava i metalli su e andava avanti, i metalli erano i vestiti d’angelo. Incontrava il direttore americano di nuovo, questa volta Damiel lo chiamava il compagno. Il direttore gli ha detto che puo` vendere i vestiti metallici all’antiquario per un buon prezzo, perchè ha venduto i suoi vestiti d’angelo a US$500 appena era arrivato a New York alcuni anni fa. Loro si congedavano e Damiel cominciava la sua vita umana.
In un altro film affine, l’angelo Cassiel andava sulla terra perche` provava ad impedire che un ragazzo saltando da un edificio, il suo desiderio di salvare lo portava alla terra, ma sfortunatamente è caduto fra i giocatori. (In weiter Ferne, so nah! Così lontano, così vicino,http://www.italway.it/spettacolo/wenders/22).html)
Se mi chiedi come mai mi piace questo film, forse le parole alla fine del film possono ti risponde. Il direttore, Wim Wenders ha dedicato questo film a tutti quelli che erano angeli. Crede che qualche persona in questo mondo fosse un bell’angelo quando era in cielo. Vieni qui con grande speranza ma in fine forse è molto disperato, alcuni diventano anche matti. Perchè l’angelo è innocente, non ha la conoscenza del mondo, fa tutte le cose che dipendono dalle persone attorno, buone oppure, cattive, no ha la scelta. A me piace questo film forse perche` anch’io sono uno degli angeli.
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